Il tema è assai centrale, con 300 mln di donne nel mondo a soffrirne e con 40mila nuovi casi ogni anno in Italia. Si stima che il 16,6% delle pazienti con tumore al seno sviluppi linfedema al braccio dopo mastectomia, con il 50% di questi casi che compaiono entro i primi due anni. Quindi una complicanza linfatica post-chirurgica. Perché questo ristagno e quale ruolo svolgono nel nostro corpo in generale i linfonodi?
Si sa che la chirurgia al seno è sempre meno invasiva e più conservativa. La frequenza nell’asportazione dei linfonodi è anch’essa diminuita o invece è rimasta invariata? Il rischio e l’incidenza dipendono da fattori come il numero di linfonodi asportati durante l’intervento. Cos’è che fa variare il numero dei linfonodi asportati?
Parliamo della SAD, la Dissezione Ascellare Selettiva. In cosa consiste?
La SAD riduce sensibilmente sia l’incidenza che la gravità del linfedema. Abbiamo detto che quasi due donne su 10 incorrono in questo problema. Secondo le sue statistiche a quale distanza di tempo dall’intervento le sue pazienti vi incorrono?
Dopo l’asportazione dei linfonodi, nel follow up quale è il trattamento medico, farmacologico e fisioterapico del linfedema?
A questi e ad altri quesiti risponderà nel Focus il dott. Flavio Volpe, Responsabile Chirurgia Senologica della “Casa di Cura Salus” di Battipaglia.
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